La città raccontata

La città medievale

Di stampo medievale è l’impianto del centro storico, che si dipana lungo il principale asse viario cittadino (via Valobra)
La centrale piazza Sant’Agostino è il cuore della città. Sul lato sud spicca il quattrocentesco complesso dei Padri Agostiniani, cotituito da chiesa e convento (quest’ultimo ora sede di scuole medie e liceo classico) ed edificato tra il 1406 e il 1437. La facciata attuale della chiesa è frutto di una riplasmazione ottocentesca: origi­nariamente era in mattoni a vista, ora in muratura e con quattro paraste che la dividono in tre campi sotto tre arcate a tutto sesto, due delle quali, quelle ai lati, con­tengono due grandi trofei in muratura (dedicati rispettivamente a S. Ago­stino e Francesco Bussone, detto “il Carmagnola”). Al centro si conserva ancora il bel por­tale in stile rinascimentale opera di Meo del Caprino. Le linee gotiche originarie sono evidenti nel campanile a sei piani, nell’abside nervata da contrafforti e all’interno della chiesa, che si pre­senta a quattro navate senza transetto, co­perte da volte a crociera e arricchite alle pareti laterali da altari in marmi policromi, stucchi ed affre­schi del Quattro e Cinquecento. L’abside è raggiun­gibile attraverso via Porta Zucchetta, che conserva anche nel nome traccia di una delle tre antiche porte cittadine. Da questa posizione sono ben visibili i resti delle fortificazioni che un tempo cingevano l’intero perimetro della città, trasformati sul finire del ’700 in tettoia per la vendita delle granaglie.
Alla chiesa di Sant’Agostino fanno ala sulla piazza edifici del XV e XVI secolo, dotati di mas­sicci portici ogivali e talora di decorazioni pittoriche importanti. Tali quelle che ornano, sul lato op­posto rispetto alla chiesa, la Casa delle Meridiane (Casa Piano), palazzotto quattrocen­tesco con porticato ed ampio terrazzo: un ecce­zionale complesso di pitture parietali a soggetto mitologico, ri­salente alla metà del Cinquecento, che fa da sfondo e cornice alle tre grandi meri­diane regolate se­condo le ore italiche, babiloni­che e di Francia.
Sulla destra, il quattrocentesco palazzo at­tualmente sede della Biblioteca e dell’Archivio Storico Comunale, sulla cui facciata campeggia lo stemma della città.
Altro edificio importante ad affacciarsi sulla piazza è il quattrocentesco Palazzo Lomellini, col suo bel prospetto in cotto a vista, da qualche anno sede della Civica Galleria d’Arte Moderna. Im­mediatamente sulla destra è Casa Craffen, un tempo interamente decorata all’esterno, oggi in con­dizioni di avanzato degrado.
Per trovare il più importante edificio civile della città bisogna però lasciare la piazza ed im­boc­care via Valobra in direzione ovest. Poche centinaia di metri ed ecco la quattrocentesca Casa Ca­vassa, monumento prestigioso per arte e storia, testimonianza del lungo periodo di dominazione che il Marchesato di Saluzzo esercitò sulla città. Interessanti ma purtroppo as­sai male conservate le de­corazioni sulla facciata esterna, rimangono quelle sui magnifici soffitti a cassettoni dei saloni in­terni.
Poco oltre, proseguendo su via Valobra, la principale chiesa cittadina, ossia la Collegiata, dedi­cata ai Ss. Pietro e Paolo, la cui costruzione risale al 1492. All’interno sono da rilevare lo slancio del colonnato e degli archi, gli stalli del coro ligneo e il pulpito in stile rinascimentale, i due grandi affreschi del Molineri ai lati dell’altar maggiore, le statue e le tele che ornano gli altari lungo le na­vate laterali. Soprattutto, qui si trova la Cappella dell’Immacolata Concezione, pa­trona della città, la cui sacra immagine è vene­rata in forma di statua, pregiato lavoro d’intaglio del 1637. Sulla volta, decori e pitture del Gonin; alle pareti, due grandi tele, autori G. Vacca e L. Monticone, ricordano i voti pronunciati dai Carmagnolesi durante le pestilenze del 1522 e del 1630 per impetrare l’intervento miracoloso della Vergine.
Ultima testimonianza del passato medievale della città è il Castello (sec. XIII), ora sede del Mu­nicipio. In origine più grande e cinto da fortificazioni e fossato, nel 1694 fu in parte demolito ed ac­qui­stato nel 1701 dai Padri dell’Oratorio di S. Filippo Neri, che lo trasformarono in convento. Con­serva tut­tora molto delle caratteristiche originarie, in particolare la tozza torre quadrangolare, quella tonda più bassa e, sul lato est, il porticato con archi a sesto acuto che si affaccia su un sugge­stivo cortiletto con pavimentazione in cotto.

 
 
 
 

 

La città barocca

Seicento e Settecento fanno registrare l’inserimento di nuovi importanti edifici civili e religiosi nel tessuto cittadino.
Il primo è la Chiesa di S. Giovanni Decollato o della Misericordia, in piazza della Ga­ravella, edificata tra il 1615 e il 1618 per opera della Confraternita dei Battuti Neri sul luogo dove sorgeva in precedenza l’antico Palazzo Civico. É caratterizzata dal forte contrasto fra l’austera e disadorna facciata e l’interno ricco di linee e stucchi barocchi.
A poche decine di metri di distanza è il pa­lazzo settecentesco dell’Opera Pia Cavalli, con bella facciata in cotto a vista sulla via omonima.
Nel tratto di via Valobra tra piazza S. Ago­stino e Casa Cavassa si affaccia la Chiesa di S. Rocco, realizzata tra il 1688 e il 1745 su disegno di F. Lanfranchi. Inserita tra le case, è degna di rilievo per la grande e armo­niosa cupola “a vista” e per il brioso movimento architettonico della facciata e del campanile.
Della seconda metà del Settecento è anche la Sinagoga, così come la stessa istituzione di un ghetto ebraico che a Carmagnola arrivò ad occupare due interi isolati cittadini, in posizione fron­tale rispetto alla chiesa di S. Rocco ma nell’interno, senza sbocco sulla via centrale. La caratteristica via delle Cherche ne segnava il limite settentrionale. La Sinagoga, eretta nel 1765 e attualmente in fase di restauro, si trova all’angolo di via Benso con via Bertini, al primo piano di una casa del ‘700.
Di fronte al castello è la Chiesa di S. Filippo, dalla elegante facciata barocca a due or­dini e dall’interno arricchito dalle importanti tele del Fassina. Fu eretta dai Padri Filippini a partire dal 1745 con i materiali ricavati dalle distrutte fortificazioni sul luogo dell’antico ca­strum. Sull’altro lato della piazza che si apre alla destra della chiesa è l’Istituto della Provvidenza (1776).
Altra presenza settecentesca importante è l’Ospedale. La costruzione dell’attuale edificio risale al 1754, su progetto del Castelli, ma fu proseguita negli anni successivi sotto il Tavigliano e ripresa nel secolo seguente con ampliamenti messi in opera dall’architetto Tappi. L’edificio si sviluppa in­torno ad un cortile quadrato, all’interno del quale si snoda, su due piani, un porticato continuo.
In Borgo Vecchio (zona est della città) si trova infine la Chiesa della Consolata, co­struita tra il 1708 e il 1712. L’interno, costituito da un unico vano, ha decorazioni eseguite a stucco in spiccato stile barocco.

 

I borghi

Tralasciando Borgo Vecchio, che è parte integrante della città, cinque sono i borghi intorno a Carmagnola: S. Giovanni, S. Ber­nardo, S. Michele, S. Grato e Salsasio.
Se oggi essi risultano separati dalla città è solo in ragione delle traversie che hanno dovuto su­bire, non già perché meritino questo ruolo di propaggini periferiche.
Ai tre grossi borghi originari, da cui sono poi derivati i cinque attuali, si deve anzi la nascita stessa di un primo nucleo cittadino. Non appena però questo nucleo centrale si ingrossò tanto da as­sumere fisionomia a sé, i borghi cominciarono ad essere emarginati. La costruzione di una prima cinta fortificata (XIII-XIV sec.) li tagliò fuori dal concentrico cittadino, la seconda cinta bastionata (XVI sec.) ne decretò inesorabil­mente la fine. Distrutti, poiché troppo a ridosso dei bastioni, e rico­struiti più lontano, là dove si trovano ora, i borghi ripresero nuova vita.
Oltre alle varie parrocchiali, tutte risalenti alla metà del XVII secolo, ci sono diversi motivi per una visita ai borghi di Carmagnola. Quello di S. Bernardo per esempio si distingue per la pre­senza di un Teatro, or ora centenario, e soprattutto per l’antico Convento dei Cappuccini, la cui fonda­zione risale al 1590, poi distrutto ai tempi di Napoleone e rimesso in piedi subito dopo. Degno di rilievo è anche il Santuario della Bossola (1666), nei pressi di Borgo S. Giovanni lungo la strada per Racco­nigi. Di tutt’altro genere è, a Salsasio, la distil­leria dei Frati Maristi, rinomati produttori un tempo dell’Arquebuse, oggi dell’Alpestre.



Principali luoghi di interesse in Carmagnola

Castello (sec. XIII). Fatto edificare da Manfredo II marchese di Saluzzo, in parte distrutto dagli spagnoli e ricostruito dai francesi intorno alla metà del ‘500, dai primi del ‘700 fino al 1863 (con la parentesi dell’età napoleonica) fu utilizzato come convento dai padri dell’Oratorio di San Filippo, dopodiché fu acquistato dal Comune di Carmagnola, che vi insediò il Municipio.
Chiesa di Sant’Agostino (sec. XV). Costruzione iniziatasi nel 1406 e conclusa nel 1437 con l’apertura al culto. Di marcata connotazione gotica il campanile, l’abside e il lato est, all’interno sono evidenti sovrapposizioni barocche. La facciata, originariamente in mattoni a vista, fu riplasmata nel 1835, con riduzione dei quattro contrafforti primigeni in lesene. Portale di epoca rinascimentale (1496) opera di Amedeo da Settignano (Meo del Caprino), che prestò la propria opera anche alla costruzione del duomo di Torino.
Chiesa Collegiata dei SS. Pietro e Paolo (sec. XV). Costruita dall’architetto Giorgino Costanza di Costigliole tra il 1492 e il 1514, la struttura attuale non si discosta sostanzialmente da quella originaria, ad eccezione della facciata, un tempo in mattoni a vista ma riplasmata nel 1894, e, all’interno, della dislocazione degli altari lungo le navate laterali. Vi si trova la Cappella dell’Immacolata Concezione, la cui straordinaria ricchezza decorativa contrasta con la sobrietà dell’intero edificio. Rimarchevole il pulpito in stile rinascimentale.
Casa Cavassa (sec. XV). Visibili tracce delle decorazioni che ne decoravano la bella facciata con finestroni in cotto. Fu fatta costruire nel 1438 da Enrico Cavassa, la cui famiglia, in seguito trasferitasi a Saluzzo, seppe innalzarsi fino a raggiungere le prime cariche politiche del marchesato. In seguito sede del Governatore della città, attualmente vi si trova la Società Operaia di Mutuo Soccorso “Francesco Bussone”.
Palazzo Lomellini (secc. XV-XVI). Di costruzione quattrocentesca e rimaneggiato in epoche successive, il prospetto è in cotto a vista, tagliato orizzontalmente da fasce marcapiano anch’esse in cotto, con un portico di tre campate con archi a sesto acuto al piano terreno. Nel 1717 Maria Maddalena Pertusio Lomellini lo cedette alla Congregazione di San Paolo, che vi ricavò all’interno una cappella e vi insediò un Monte di Pietà. Attualmente ospita la Galleria Civica d’Arte Contemporanea, temporaneamente chiusa per lavori.
Chiesa dell’Oratorio di San Filippo (sec. XVIII). Eretta dai padri Filippini sul luogo dell’antico castrum a partire dal 1745, si utilizzarono per essa i materiali ricavati dalle distrutte fortificazioni. Elegante facciata barocca in cotto a vista, ripartita su due ordini, con grande frontone triangolare alla sommità. Di pianta rettangolare, l’interno è ad un’unica navata, sulla quale si aprono le quattro cappelle laterali arricchite dalle pregevoli tele del Fassina.
Chiesa della Confraternita di San Rocco (secc. XVII-XVIII). Edificata su progetto di Francesco Lanfranchi tra il 1668 e il 1745, vennero utilizzati per la sua costruzione i materiali risultanti dalla demolizione dei bastioni che cingevano la città. Impianto a croce greca, con vano centrale ampliato e sormontato dalla grande e armoniosa cupola barocca, di forma ellittica. Tipicamente barocchi anche la facciata e il campanile. All’interno, importante organo della metà del Settecento.
Chiesa della Confraternita della Misericordia, intitolata a San Giovanni Decollato (sec. XVII). Edificata tra il 1614 e il 1618 sul luogo dove sorgeva in precedenza il più antico Palazzo Civico. Caratterizzata dal forte contrasto fra l’austera e disadorna facciata e l’interno ricco di linee e stucchi barocchi, a pianta rettangolare ed una sola navata. Molto pronunciato il pronao avente funzione di cantoria, su cui è posto l’importante coro ligneo risalente alla fine del ’700.
Sinagoga
Ricavata nella seconda metà del ’700 nel cuore del ghetto ebraico, ha mantenuto intatta la sua configurazione originaria. All’interno ricchi arredi lignei del Sei e Settecento.

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